Mengs. Die Erfindung des Klassizismus

Dresda, Staatliche Kunstsammlungen


23 giugno 2001 – 03 settembre 2001

A cura di: Steffi Roettgen

Considerato dai suoi contemporanei uno dei più grandi pittori d'Europa, incompreso e sottovalutato dal Romanticismo tedesco al punto che la sua opera cadde quasi nell'oblio, Anton Raphael Mengs torna ora in Italia, paese che non solo gli diede importanti impulsi, ma al quale deve la sua stessa formazione artistica.

Nato nel 1728, figlio di Ismael, pittore della corte di Dresda, Mengs venne battezzato con i nomi programmatici di Antonio Corregio e di Raffaello, artisti prediletti dall'ideale artistico dell'epoca. Non fu dunque casuale che fosse proprio l'Italia ad offrire gli stimoli più importanti per la sua opera. Ancora giovane visitò, in compagnia del padre, Roma, città nella quale avrebbe poi vissuto gli anni più felici e più liberi della sua vita artistica.

La sua biografia rispecchia le correnti intellettuali più significative del Settecento. Fu legato a Winckelmann da una lunga amicizia, lavorò come pittore di corte prima a Dresda, poi a Madrid e visse intensamente le tensioni fra i principi illuministi e gli obblighi della corte.

La mostra presenta una ricca e accurata selezione della produzione artistica di Mengs, rappresentativa della complessità e delle straordinarie capacità di questo pittore, a lungo sottovalutato e rimosso insieme a tutto il Neoclassicismo sino a tempi molto recenti. L'influsso di Raffaello e di Correggio è particolarmente riconoscibile nei quadri di soggetto religioso, soprattutto nelle figure delle Madonne. La maestria di ritrattista si rivela tanto nei ritratti dei rappresentanti del potere secolare e ecclesiastico quanto in quelli illuministici. La percezione dell'antico costituisce un altro aspetto significativo dell'opera di Mengs, come dimostrano i numerosi quadri di soggetto mitologico presenti in mostra. Saranno, invece, le incisioni a dare un'idea della sua attività nel settore della decorazione di soffitti e saloni di grandi dimensioni.

La mostra documenterà anche la straordinaria produzione di disegni attraversa un'ampia e mirata selezione.

La mostra darà particolare risalto alle opere conservate nelle collezioni italiane che saranno messe in relazione con l'attività di Mengs in Germania, Spagna e nel resto d'Europa.

Palazzo Zabarella con i suoi interni egregiamente ridefiniti in epoca neoclassica, appare come la sede ideale per ospitare una mostra rigorosa e, allo stesso tempo, ambiziosa sull'opera di Anton Raphael Mengs.

Le sale del palazzo faranno dunque la superba cornice alla prima mostra italiana del massimo interprete della pittura neoclassica.