Fondazione Bano

Creata nel 1996 dall’imprenditore padovano Federico Bano, la Fondazione nasce allo scopo di promuovere, tutelare e valorizzare il patrimonio storico e artistico, sia locale, che nazionale. I progetti e le attività sono da sempre improntate ad una filosofia di “conservazione e partecipazione”, rappresentando con ciò l’esempio virtuoso di un soggetto privato capace di assumersi delle concrete responsabilità nella tutela e valorizzazione dell’arte e della cultura. Il recupero ed il restauro dello storico Palazzo Zabarella sono stati il primo atto tangibile e capace di tradurre questa prospettiva in realtà. Il complesso è divenuto così la perfetta sede identitaria di un grande centro culturale multifunzionale, di un prestigioso contesto espositivo per l’Arte, nonché di un attivo laboratorio di ricerche ed approfondimento storico-artistico. Estremamente curata è la qualità scientifica degli eventi, senza mai trascurare con questo un appropriato grado di spettacolarità, capace di coinvolgere il pubblico, permettendogli così di entrare ancor meglio ed in modo personale all’interno delle atmosfere e delle suggestioni artistiche e culturali proposte.

Dal 1997, infatti, a partire dalla mostra inaugurale dedicata al pittore francese Maurice Utrillo, la Fondazione propone ogni anno un’articolata mostra evento. In questi lunghi anni di attività i grandi momenti espositivi e culturali sono stati altrettante occasioni per un coinvolgente approfondimento dei movimenti artistici e dei grandi autori italiani dell’Ottocento e Novecento. Mostre di assoluto valore scientifico, declinate con l’intento di offrire al pubblico l’opportunità di godere di una proposta culturale di raffinata qualità e capace di coniugare fascino e rigore scientifico: da Balla ad Hayez; da Caravaggio a Bernini; da Mengs a Picasso; dai Macchiaioli a Boldini, De Chirico, Signorini; da Canova a Modigliani; il Simbolismo in Italia e molto altro ancora. Nel corso delle sue attività la Fondazione ha sempre programmaticamente operato mirando ad una virtuosa

collaborazione con gli enti locali, le Soprintendenze, i maggiori musei, i collezionisti privati e le istituzioni culturali di tutto il mondo. I saldi legami di stima che ne sono derivati rappresentano un ulteriore patrimonio culturale e di relazione che la Fondazione è stata in grado creare e di incrementare negli anni.

Ciò ha consentito che a Palazzo Zabarella giungessero in prestito opere di assoluta importanza e rilievo artistico. Indispensabile premessa metodologica e culturale, questa, per perseguire quell’assoluta e programmatica qualità della proposta culturale ed artistica, peraltro sempre confortata e confermata dal grande successo di pubblico e di critica. Un’attività documentata anche da prestigiose pubblicazioni e raffinati cataloghi curati dai maggiori esperti internazionali del periodo storico ed artistico preso di volta in volta in esame. La Direzione Culturale della Fondazione Bano, infatti, è affidata all’illustre professor Fernando Mazzocca, coadiuvato in questo da un’attenta selezione di consulenti scientifici e storici dell’arte di rilievo internazionale e di cui, fra gli altri, vanno ricordati: Paolo Baldacci, Maria Vittoria Marini Clarelli, Francesco Leone, Steffi Roettgen, Carlo Sisi, Ettore Spalletti, Guy Tosatto.

In virtù di tutto ciò la Fondazione Bano è andata rapidamente affermandosi come una fra le maggiori istituzioni culturali italiane ed estere. Ma, in ugual modo, anche quella capace di offrire programmaticamente alla cittadinanza di Padova quel luogo di eccellenza sorto con l’intento di collaborare utilmente con le altre istituzioni cittadine – pubbliche e private – e con l’obiettivo di contribuire a ricollocare la città nel suo giusto contesto – reale e percepito – di importante ed attivo nodo nel circuito nazionale dedicato alla creazione ed alla promozione di attività culturali di qualità in ambito artistico.

Sin dal 1996, data della sua creazione, la Fondazione Bano si impegna ogni anno nel progettare e realizzare mostre d’arte di livello internazionale. Esposizioni di grande valore scientifico che rappresentano il momento culminante di inediti percorsi di approfondimento, studio e ricerca condotti in collaborazione con i massimi esperti e specialisti del settore. La sinergia con gli enti locali, le Soprintendenze e le istituzioni pubbliche, nonché gli stretti rapporti di collaborazione instaurati nel tempo con i maggiori musei e collezionisti privati di tutto il mondo hanno consentito in questi anni di portare a Palazzo Zabarella – la splendida sede della Fondazione – capolavori di grande pregio artistico e di valore inestimabile. L’inizio dell’attività espositiva della Fondazione – da sempre documentata in tutti questi anni tramite cataloghi e pubblicazioni scientifiche affidate a studiosi di fama internazionale – coincide con la prima antologica dedicata al pittore francese Maurice Utrillo, nel 1997. Da allora le sale di Palazzo Zabarella hanno continuato ad ospitare esposizioni di gran pregio e qualità miranti a coniugare la fascinazione per la bellezza artistica con la passione per la ricerca scientifica.

La Fondazione Bano opera anche nella complessa disciplina del restauro: essa, infatti, fra i suoi obiettivi si propone la conservazione, il miglioramento ed il recupero di opere d’arte. Spesso tale attività si esprime in occasione delle mostre e dei relativi prestiti di opere di pregio, costituendo così un ulteriore esempio di quella stretta e fruttuosa collaborazione con collezionisti privati, piuttosto che con musei e pubbliche istituzioni, che da sempre è parte integrante e distintiva dei propositi della Fondazione.

L’Archivio Jole Veneziani è il risultato di anni di studio, inventario e catalogazione del materiale proveniente dallo storico atelier della celebre stilista. Un’opera immensa, compiuta dalla Fondazione Bano in collaborazione con il Corso di Laurea in Cultura e Tecnologia della Moda dell’Università di Padova e lo IUAV di Venezia. Sono così oltre 15.000 i pezzi che si possono ora apprezzare – abiti, tessuti, disegni, fotografie e accessori – e che sono conservati a Palazzo Zabarella allo scopo di tutelare e valorizzare il lascito culturale e materiale di colei che fu, nel 1951, fra le fondatrici dell’Alta Moda italiana e quindi dell’intero Made in Italy. L’Archivio offre una straordinaria documentazione – anche fotografica – della storia e della società italiane di un periodo cruciale compreso fra la seconda metà degli anni Trenta e gli anni Sessanta. E dunque, con ciò esso rappresenta un’occasione unica di studio e di diretta testimonianza della creatività distintiva della Moda Italiana nel suo complesso e delle affascinanti realizzazioni di una fra le sue più importanti interpreti.

Fondazione Bano ha ben chiara la centrale importanza dei giovani e del loro potenziale, anche in campo culturale. Da qui la volontà di predisporre per loro delle occasioni di istruzione ed approfondimento allo scopo di contribuire a formare le future generazioni di specialisti, studiosi e divulgatori. In quest’ottica, quindi, la Fondazione promuove ogni possibile forma di virtuosa collaborazione con le Università italiane attraverso la predisposizione di stage ospitati nella sua prestigiosa sede – Palazzo Zabarella – ed appositamente progettati avendo in mente ed a cuore le necessità di studenti e ricercatori.

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