Da Canova a Modigliani

il volto dell’Ottocento

nuovo taglio medio 800

“Il volto dell’Ottocento” chiude a quota 126.369 visitatori

E, per l’autunno, si annuncia un grande Simbolismo

Il dato nella sua essenza notarile dice: 126.369 visitatori ed è un dato che non ha bisogno di commenti: il volto dell’Ottocento ha brillato a Palazzo Zabarella dal 2 ottobre al 27 febbraio. Comunicandolo ufficialmente, Fondazione Bano e Fondazione Antonveneta, promotrici della recente mostra, non avvertono la necessità di accompagnare il numero con alcun commento. E’ del resto noto che al lancio della mostra, lo scorso settembre, Federico Bano aveva posto l’asticella sui centomila visitatori e il risultato finale è ben più positivo.

Incassato l’eccellente successo, entrambe le Fondazioni stanno accelerando sul prossimo, annunciato appuntamento: la grande mostra sul “Simbolismo in Italia” Con questa importante esposizione Fondazione Bano torna a quella che è ormai una sua consuetudine: organizzare mostre a doppia sede che, cioè, dopo essere state esposte a Palazzo Zabarella vengano riproposte in una capitale, italiana o straniera. Così sarà per il Simbolismo che, dopo Padova, approderà a Roma alla Galleria Nazionale d’Arte moderna.

“Questa imminente sul Simbolismo è una mostra che – annota Federico Bano – stiamo preparando ormai d 6 anni: volevano fosse davvero “indimenticabile. Così prima di annunciarla al nostro pubblico abbiamo voluto la certezza di poter contare su tutte le opere fondamentali e di poterle presentare in un percorso espositivo che ci auguriamo sia effettivamente perfetto”.

Alla definizione degli ultimissimi dettagli del progetto stanno lavorando Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, insieme a Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della GNAM.

“Il Simbolismo è stato un grande movimento europeo. Che, in Italia, ha cambiato il corso della pittura, facendola entrare nella modernità”, afferma il professor Mazzocca.

“La forza di questo movimento è stata quella di interpretare e riuscire a rappresentare in pittura, penetrando anche nel territorio dell’inconscio, i grandi valori universali dell’umanità: questa straordinaria avventura artistica verrà ricostruita attraverso i quadri – capolavori ormai entrati nell’immaginario collettivo – dei suoi protagonisti. Se Segantini e Previati rappresentano le due anime del movimento, una più legata alla dimensione della realtà naturale, l’altra a quella dell’immaginazione, Pellizza da Volpedo e Morbelli confermano come il Divisionismo italiano, assolutamente all’altezza delle altre avanguardie europee, abbia raggiunto i suoi risultati più alti proprio quando è entrato nella temperie simbolista”.

La mostra di Palazzo Zabarella mette a fuoco gli episodi che fecero di quello scorcio di secolo un vero e proprio laboratorio della sensibilità moderna, un crocevia di eccezionale vivacità creativa in tutti i campi dell’arte che seppe instaurare singolari analogie fra pittura e letteratura, fra queste e la musica, fra la filosofia e gli stessi comportamenti di intellettuali eccentrici il cui obbiettivo era di far coincidere la vita con l’estetica e le avventure dell’immaginazione”.

Appuntamento dunque a sabato 1° ottobre, con la magia del grande Simbolismo italiano.

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